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Possibili fattori di rischio dell'abuso
nell'infanzia nell'adolescenza

A cura della Dr.ssa Silvia Vitali

Esistono dei segnali comportamentali che possono indicare inequivocabilmente che un bambino ha subito un abuso?

Le differenze individuali e le diverse modalità con cui il bambino può reagire ad un abuso non permettono una definizione precisa della sintomatologia manifestata da tutti i bambini vittime di abuso sessuale.

Piuttosto è possibile che, in seguito a un abuso, nel bambino e nell’adolescente si produca una generale fragilità e che aumenti il rischio che si sviluppino disturbi psicopatologici o difficoltà nel funzionamento psicosociale e nelle capacità di adattamento.

Preme sottolineare che non è compito né dei genitori, né degli insegnanti, accertare se l’abuso sia avvenuto o meno: trarre conclusioni a partire da particolari “indizi” (parole, comportamenti, situazioni) o cercare di raccogliere elementi al fine di verificare se l’abuso sia avvenuto è altamente controproducente e rischia di creare al bambino un profondo disagio, sia nel caso in cui l’abuso si sia verificato che nel caso opposto.

Ciò che, invece, si deve fare è rivolgere particolare attenzione a possibili segnali che possono indicare un disagio nel bambino, ricordando che, di fronte ad un sospetto di abuso, è assolutamente necessario rivolgersi rapidamente a persone esperte, con specifiche competenze in questo settore.


I “campanelli di allarme” a cui rivolgere attenzione

Dobbiamo tenere a mente alcune considerazioni quando si valutano i fattori di rischio:

1)   un solo indicatore non è sufficiente: è essenziale ricercare diversi indicatori, raccogliere quanti più elementi ed informazioni possibili, e, nella considerazione della storia del bambino, collegare precedenti comportamenti ed episodi, valutando la continuità o l’occasionalità dei segnali che ci preoccupano;

2) quando i segnali ci fanno pensare a forme gravi di maltrattamento o abuso, quando è difficile comprendere gli indicatori o non riusciamo a definire con chiarezza l’ipotesi di maltrattamento è opportuno è importante non restare soli e fare ricorso ad operatori specializzati a cui richiedere una consulenza. E fondamentale cercare la collaborazione dei Servizi territoriali e delle istituzioni giudiziarie sin dall’inizio del percorso di aiuto al minore.

 

Si considerano fattori di rischio concernenti il minore: le patologie neonatali, le malattie croniche, handicap fisici o psichici, disturbi del sonno, pianto notturno e diurno, problemi delle condotte alimentari e sfinteriche, inibizione o ipercinesia.

Gli indicatori predittivi di rischio riguardanti la famiglia sono principalmente: le dimensioni della famiglia (famiglie numerose o single), la qualità delle relazioni, violenza domestica, la giovane età dei genitori, storie di abusi infantili subiti dai genitori stessi, la salute mentale dei caregiver, problematiche economiche, il diniego della gravidanza e la depressione post- partum.

I fattori di rischio relativi al contesto socio culturale sono: la normalizzazione dell’abuso all’interno del sistema dei valori della cultura di riferimento, mancanza di supporto sociale ed isolamento della famiglia, condizioni abitative inadeguate per igiene e spazi, cause religiose e razziali.


Il Maltrattamento Psicologico


Probabili fattori di rischio

Le cause più frequenti del maltrattamento psicologico sono:

  1. Presenza di una psicopatologia grave nei genitori: il figlio non è un individuo ma un oggetto. Il bambino per paura di essere abbandonato dai genitori sviluppa forme di alienazione e disturbi già nel primo anno di vita; ritardi psicomotori, disturbi alimentari, del ritmo sonno-veglia, ritardi del linguaggio, difficoltà di rapporto con i coetanei.

  2. Disagio economico sociale con inconsce richiesta al figlio di promozione sociale: il figlio è amato in funzione di come viene considerato dagli altri (bambino idealizzato) ma di per sé non esiste agli occhi dei genitori. Cresce ricercando il consenso altrui, specie di coloro che “contano”, e sviluppa scarsa autostima e inibizione totale già dalla scuola materna.

  3. Il bambino negato da messaggi veicolati dai media: gli obiettivi primari dei genitori sono il benessere economico e la sicurezza sociale. Il bambino è forzato a realizzare un visibile successo personale, ed è così privato della sua prima infanzia


Possibili segnali

Il bambino, di fronte a un maltrattamento cosi subdolo, non riesce ad attivare nessun meccanismo di difesa e spesso manifesta all’improvviso un crollo psichico quando le sue condizioni di crescita gli richiedono un particolare impegno come l’inizio dell’adolescenza: si può andare incontro allora a psicosi simbiotiche, anoressia mentale, suicidi o tentati suicidi adolescenziali, strutturazioni borderline della personalità, tossicomanie, criminalità minorile.


Il Maltrattamento fisico


Possibili segnali

Il bambino raramente si lamenta o descrive le condizioni di maltrattamento, il suo racconto è reticente, spesso con contraddizioni o incongruenze che non giustificano le lesioni osservabili.

Egli presenta frequentemente aggressività, intense reazioni emotive, difficoltà a giocare con i coetanei, appare apatico, pigro, svogliato, triste, può manifestare difficoltà di apprendimento o calo improvviso del rendimento scolastico, distacco affettivo nei confronti del dolore e aumento della soglia del dolore.

I genitori appaiono sospettosi, hanno una ridotta autostima e una ridotta capacità relazionale affettiva (cioè prestano poca attenzione al figlio, lo bloccano con parole o gesti, gli rivolgono molto più spesso frasi direttive), sono non collaborativi con gli operatori sanitari o con gli insegnanti che si presentano preoccupati dal comportamento del bambino.


Gli effetti dell’abuso fisico sono vari e le loro cause possono essere confuse con altre patologie: è necessario operare un’accurata diagnosi differenziale per individuarne la causa.

I più frequenti sono:

  • disturbi interpersonali, pattern atipici di attaccamento e di insicurezza, relazioni disturbate con i coetanei;

  • disturbi cognitivi e difficoltà scolastiche;

  • disturbi del comportamento: aggressività, irritabilità, impulsività, condotte antisociali;

  • condotte suicidarie o a rischio: autolesionismo, abuso di sostanze, condotte sessuali a rischio;

  • disturbi psichiatrici: ansia o depressione,della condotta, oppositivi.


L’Abuso sessuale

Probabili fattori di rischio

Le condizioni che possono favorire un abuso sessuale possono essere:

  • una significativa differenza di età e quindi un diverso grado di maturazione dell’abusante rispetto al bambino;

  • una posizione di autorità o “caregiver” dell’abusante rispetto al bambino;

  • l’uso della violenza , di minacce o di inganni;

  • patologia psichiatrica;

  • alcolismo o tossicomania;

  • promiscuità sessuale;

  • prole numerosa.


Possibili segnali

I segni di sospetto ed i sintomi associati all’ abuso sessuale si differenziano nei diversi stadi di sviluppo.

Età Pre-Scolare:

  • PTSD disturbo post traumatico da stress


Età scolare:

  • Età Scolare:

  • Disturbi del sonno

  • Irritabilità

  • Aggressività

  • Comportamenti erotizzanti

  • Iperattività

  • Problemi scolastici


Adolescenza:

  • Fobie diffidenza e ritiro

  • Disturbi alimentari

  • Eccessiva o scarsa igiene,

  • Comportamento regressivo, passivo - remissivo compiacente

  • Riduzione dell’autostima e della fiducia verso gli adulti

  • Attività sessuale promiscua e gravidanze precoci

  • Abuso di sostanze

  • Tentativi di suicidio


Inoltre, sia in età scolare che in adolescenza, si possono presentare Sintomi Emotivi associati all’abuso come:

  • paura dell’abusante, paura di creare disturbi o carcerazione del genitore, la rottura della famiglia o di perdere l’adulto importante per lui

  • rabbia verso l’abusante o verso l’adulto percepito come poco protettivo, verso sé stesso perché ci si sente corresponsabile

  • impotenza

  • tristezza

  • colpa per aver taciuto e non aver saputo fermare l’abusante

  • vergogna per essere stato coinvolto e per la risposta del suo corpo all’abuso (eccitamento)

  • confusione


Si sottolinea che gli indicatori descritti in questo articolo, sebbene si caratterizzano clinicamente per essere tipici, non costituiscono prova certa ed assoluta per i casi di abuso.


Bibliografia:

dagli scritti del Centro Studi Hansel e Gretel;

Gli indicatori sono tratti da vari studi e pubblicazioni, in particolare da: Cirillo, Cipolloni (a cura di), L’assistente sociale ruba i bambini ?, Milano, Cortina, 1994;

“Maltrattamento all’infanzia” A. Campanili, La Nuova Italia Scientifica, 1993, Roma;

“L’abuso sessuale sui minori” Claudio Foti e Cristina Roccia, Ed. Unicopli, 1994.

Dr.ssa Silvia Vitali