Parliamo d'ansia
di C.A. Lupi e S. Minervini
Tutto è iniziato una ventina d’anni fa. Io ho una casa in montagna. Amavo andarci. Ma un giorno d’inverno mi sono ritrovato in quella casa da solo ed è scattato qualcosa. Mi sono sentito mancare: mi mancava il respiro, il cuore andava a mille, sentivo la testa pesante e le vertigini mi hanno fatto perdere l’equilibrio. L’unica cosa che ho pensato è stata “Oddio muoio”. Per fortuna dopo poco è arrivato mia moglie che mi ha portato al pronto soccorso. Ma continuavano a dirmi che non avevo nulla e io non capivo cosa stava succedendo. Ero certo di aver avuto un attacco di cuore. Non era così. Da quel giorno non sono più tornato in quella casa e la mia vita è cambiata. Avevo paura di uscire di casa, di stare da solo, di andare al lavoro, insomma mi sentivo in trappola. Poi cedendo alle insistenze della mia famiglia sono andato da uno psicologo che mi ha aiutato ad affrontare la mia ansia. Oggi riesco a parlare delle mie sensazioni con le persone a cui voglio bene e questo mi aiuta a sentirmi meno strano e non più tanto solo. E finalmente quest’inverno ho trascorso il Natale nella mia casa in montagna. Credetemi… è stata una vera vittoria!
Con la storia di Giulio abbiamo voluto introdurre un argomento abbastanza conosciuto e diffuso quale crediamo sia l’ansia.L'ansia è una complessa combinazione di emozioni, che includono paura, apprensione e preoccupazione, emozioni per le quali non sempre si riesce a individuare una causa specifica, un evento scatenante. Quando l’ansia è forte si accompagna, come nella storia di Giulio, a una serie di conseguenze fisiche, reazioni fisiologiche che risalgono alla notte dei tempi, quando il nostro organismo doveva essere pronto ad affrontare situazioni pericolose: alla vista di un animale feroce dovevamo essere in grado di combattere o di scappare. L’ansia infatti serve a uno scopo preciso, è una reazione di allarme a una minaccia, un modo per garantire la sopravvivenza. È un’emozione comune, come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ma se ricorre per un lungo periodo di tempo e ha un forte impatto sulla vita quotidiana, allora diventa una scomoda compagna, una presenza insidiosa che rovina la gioia di vivere, e si può ipotizzare un disturbo d’ansia. In generale l’ansia coinvolge tre aree, quella del corpo (area somatica), quella dei pensieri (area cognitiva) e quella comportamentale.
La prima area si riferisce a determinate reazioni del corpo, anche molto diverse tra loro: mani fredde e bagnate, aumento della sudorazione, mal di pancia, sensazione di sbandamento, persino… avere il cuore a duemila. La seconda area è legata all’aspettativa di un pericolo diffuso e/o incerto: in queste situazioni può essere difficile rilassarsi, addormentarsi e concentrarsi, ci si sente facilmente nervosi, apprensivi e si possono avere risposte eccessive di allarme. La terza e ultima area riguarda i comportamenti che si possono mettere in atto in risposta a uno stimolo ansiogeno: ci riferiamo alla tendenza ad allontanarsi o a evitare l’evento che ci suscita ansia, quello che fa Giulio quando non va più nella sua casa in montagna.È importante ricordare che l’ansia, per quanto possa diventare veramente debilitante, non è il problema, ma un sintomo. Infatti quando è presente in maniera forte indica che la persona non è in armonia con se stessa, con i propri bisogni e desideri. Se conoscessimo meglio Giulio potremmo accorgerci che la sua reazione a uno stimolo ansiogeno (rimanere da solo nella casa in montagna) è principalmente determinata dal modo in cui interpreta la realtà, i problemi e il modo per risolverli, e dalle sue aspettative verso di sé e verso gli altri. Il modo in cui pensiamo e diamo significato alle cose, i valori che per noi sono importanti, possono connotare un’esperienza come ansiogena. E allora maturare la consapevolezza che siamo in grado di affrontare le cause dell’ansia ci rende capaci di gestirla, diventa un’opportunità per crescere e… la nostra autostima ringrazia! Ad onor del vero bisogna dire che livelli d’ansia moderati facilitano e migliorano il modo di rispondere ad una situazione critica in quanto aumentano l’attenzione e la vigilanza, ma se l’ansia aumenta oltre una soglia ottimale, compromette la nostra capacità di rispondere nel modo migliore. Occorre dire che esistono diversi tipi di disturbi d’ansia, ma di essi parleremo meglio nei prossimi appuntamenti.
Da questa storia ho capito una cosa fondamentale: l’ansia può prendere il sopravvento su di me solo se glielo permetto, ma se la guardo negli occhi e la riconosco posso affrontarla. Oggi mi sento più fiducioso e in grado di gestire questa situazione.
I nomi e i luoghi riportati nell’articolo sono stati modificati
Dott.ssa Cinzia Ausilia Lupi – psicologa
Dott.ssa Silvia Minervini – psicologa