Nessuno è perfetto!
L'autostima e...
di C.A. Lupi e S. Minervini
....“In questo periodo mi ritrovo a sentirmi molto insicura, soprattutto nelle relazioni con gli altri, forse anche in relazione al fatto che è finita una storia importante che mi ha deluso. Mi sono sentita tradita dal mio compagno e trattata con superficialità dagli amici che avevo vicino. Adesso ho paura delle bugie, dei tradimenti..Prima era diverso non avevo questi timori. Ho paura che la gente mi giudichi stupida perchè mi piace scherzare e ridere, ora ho paura dei no, di essere rifiutata, di chiedere e di dimostrare il mio affetto... Mi sento insicura e sfiduciata....” Marika
Queste righe che tracciano un momento di vita di Marika ci introducono ad una concetto complesso nel quale cercheremo di orientarci senza pretesa di esaustività, stiamo parlando dell’autostima.
L’autostima o stima di sé riguarda i sentimenti che ciascuno ha nei confronti di se stesso, il modo in cui si vede, si giudica e si attribuisce valore. L’autostima è la valutazione che ci diamo, il nostro modo di viverci e corrisponde alla misura con la quale si accettiamo e ci approviamo. Si può definire l'autostima o stima di sè, come il rapporto tra ciò che percepiamo di noi e ciò che ci piacerebbe essere, è come dire:“ ho stima di me stesso quanto più mi sento di somigliare a quello che vorrei essere”, quindi è il rapporto tra le nostre autovalutazioni e le nostre aspirazioni. I problemi legati all’autostima nascono dalla discrepanza tra questi due aspetti. Marika, probabilmente dopo la fine di una storia importante avrebbe voluto sentire più vicini i suoi amici, ma questa aspettativa è stata disattesa ed ora lei dubita di sè e dei suoi amici.
La formazione dell’autostima è un processo lungo e complesso, ha origine nei primi anni di vita e prosegue durante tutta l’età adulta e ciò significa che la stima di sé non è data una volta per tutte, ma può essere sostenuta in modo da diventare un elemento funzionale al nostro stare bene con noi stessi e con gli altri.
Come abbiamo detto all’inizio, il concetto di stima di sé non è unitario e si riferisce a differenti ambiti. C’è un’ autostima che possiamo definire globale che si riferisce ad un apprezzamento complessivo su di noi, ed un’ autostima specifica che si riferisce ai diversi ambiti della nostra vita: il lavoro, la vita sociale, la famiglia, lo sport e così via. Ci sono tante autostime specifiche tanto che è possibile avere una buona stima di sé in ambito professionale e una scarsa considerazione di sé in quello della vita privata.
A seconda degli avvenimenti della nostra vita e dei nostri interlocutori (amici, parenti, colleghi...), ciò che pensiamo di noi può variare, anche in considerazione del fatto che un successo o una sconfitta in un certo ambito di vita si ripercuote su tutti gli altri.
Alcune occasioni della vita rappresentano nuovi punti di partenza per la nostra stima, pensiamo ad esempio come può essere gratificante incontrare un amico con cui possiamo parlare di tante cose e condividere le cose importanti, oppure avere un capo ufficio che crede nelle nostre potenzialità e ci valorizza, sono tutte esperienze importante che ci fanno stare bene. Ma non sempre si vivono queste esperienze positive, però se gli incontri negativi o le situazioni difficili non sono un dramma per le persone che hanno una buona opinione di sè stesse, lo possono diventare per quelle persone che al contrario non si valorizzano a sufficienza.
In effetti, mentre le persone con una buona autostima sono più propense a considerare ‘passeggeri’ gli insuccessi e continuano ad impegnarsi in nuove esperienze che le aiutano a superare l’empasse, le persone che hanno una scarsa stima di sé fanno un pò fatica ad abbandonare i sentimenti di delusione e amarezza che si accompagnano agli insuccessi. E dunque, Marika come potrebbe superare questa situazione che le procura dolore e sfiducia? Forse potrebbe mostrare i suoi sentimenti di tristezza a qualcuno di cui ha fiducia, provare a chiedere aiuto a chi sente più vicino e meno giudicante e non ultimo potrebbe imparare da questa esperienza qualcosa in più su di lei. Ma per fare tutto questo...
Si può quindi concludere che la stima che abbiamo di noi stessi dipende:
1) dalle aspettative che abbiamo nei nostri confronti
2) dalla raggiungibilità o meno dei nostri modelli di riferimento
3) dalla qualità delle relazioni che abbiamo sperimentato nella prima infanzia o durante l'arco della nostra esistenza, e quindi dai rimandi che riceviamo dal nostro ambiente sociale, lavorativo, affettivo.
In conclusione per poter incrementare la stima di sé occorre agire su tre ambiti: il rapporto con se stessi, il rapporto con l'azione e il rapporto con gli altri.
I nomi e i luoghi riportati nell’articolo sono stati modificati
Dott.ssa Lupi Cinzia Ausilia - psicologa
Dott.ssa Minervini Silvia - psicologa